→ Versione accessibile   → Versione ipovedenti
WEB MAIL
AREA RISERVATA

Direzione Sanitaria Presidio Ospedaliero Unico Soverato - Chiaravalle




Direttore



Direttore:

Dr. Antonio Biamonte

Responsabili di Presidio:
Dr.ssa Amalia Milano
Dr.ssa Teti Valeria

Ds:
Sig. Antonio Macrì
Sig.ra Sara Pannia
Sig. Domenico Froio
Servizio dietetico:
Marisa Pesola
Rosangela Bova
Servizio Sociale:
Mariarosa DeGiorgio
Liliana Fontanella
Barbaro Gisella
Sorace Franceschina
Tino Giovannina



Numeri utili:

Direttore Medico di Presidio
0967-579648


Resp. Presidio Soverato
0967-539293
Segreteria Soverato
0967-539211
Fax Soverato
0967-21525
Ufficio Spedalità
0967-539279



Resp. Presidio Chiaravalle
0967-999179
Segreteria Chiaravalle
0967-999196
Fax Chiaravalle
0967-999196
Ufficio SDO-Flussi informativi
0967-999191
Ufficio SDO-Flussi informativi
0967-999164
Email: dirsan.chiaravalle@libero.it




Punti di forza
Direzione medica, cogliendo le necessità del paziente (cliniche, organizzative, relazionali, ecc.) fa in modo che la risposta offerta dal presidio sia congrua, puntuale, trasparente, sicura, coordinata ed effettuata con la maggior efficienza possibile.

La Direzione medica di presidio si occupa di:

  • Aspetti igienico-sanitari
  • Aspetti medico-legali
  • Aspetti gestionali
  • Attività di coordinamento

Aspetti igienico-sanitari: fornisce indicazioni e verifica l'igiene e la sicurezza degli alimenti, le attività di pulizia, disinfezione dei presidi e ambienti, di smaltimento di rifiuti sanitari, di strategia di prevenzione delle infezioni ospedaliere.

GLI OSPEDALI

Gli Ospedali aziendali sono due: l'ospedale Civile di Soverato e l'ospedale "San Biagio" di Chiaravalle Centrale, raggruppati come "Presidio ospedaliero aziendale Soverato-Chiaravalle".

Per tutti i reparti e i servizi attivati il numero di telefono del centralino è:
0967-539111 (Soverato) e 0967-999111 (Chiaravalle)

L'Ospedale Civile di Soverato

Ospedale Soverato
Ospedale Soverato
Ospedale Soverato
Ospedale Soverato

Sorto negli anni '60, in una zona panoramica della città, l'ospedale di Soverato, doveva inizialmente soddisfare le esigenze di una fascia limitata di territorio, quella appunto del soveratese. Questo perché le prestazioni sanitarie per i cittadini residenti nei territori interni delle Pre-Serre e delle Serre venivano assicurate dal "San Biagio" di Chiaravalle e dall'ospedale di Serra San Bruno, anch'essi in costruzione.

Nel corso dei decenni, l'interesse nei confronti dell'ospedale di Soverato è fortemente lievitato, non solo perché nel nosocomio vengono garantite prestazioni diversificate, ma anche per il fatto che la popolazione residente nel circondario aumenta di anno in anno. Lo sviluppo dell'ospedale, insomma, procede di pari passo con quello della fascia costiera.
Oggi, con due sale operatorie a norma, alcune attrezzature tecnologicamente avanzate e un nutrito gruppo di qualificati sanitari, l'ospedale di Soverato rappresenta uno "sfogo" importante pure per l'Azienda ospedaliera "Pugliese-Ciaccio" di Catanzaro, distante poco più di 30 Km, e contribuisce ad una migliore razionalizzazione delle risorse e dei posti letto.
L'edificio originario è stato ampliato con la costruzione di una nuova "ala", finanziata attraverso i fondi della Legge 67/1988, ex articolo 20.
Per la sua specificità e per le caratteristiche demografiche della vasta fascia costiera, dove nei periodi estivi l'affluenza è tale da quadruplicare il numero dei residenti, possiamo affermare che l'ospedale risponde pienamente alle esigenze del comprensorio catanzarese.

Il San Biagio di Chiaravalle

Ospedale Chiaravalle
Ospedale Chiaravalle
Ospedale Chiaravalle
Ospedale Chiaravalle

Quella del San Biagio, è una storia alquanto travagliata. Costruito quasi in contemporanea con l'ospedale di Soverato, ha dovuto scontare, negli anni, diverse penalizzazioni. Alcune sicuramente di carattere politico, altre dovute esclusivamente alla diminuzione dei ricoverati e delle prestazioni.
La metamorfosi parte da molto lontano e si sviluppa a tappe forzate in quanto a determinarne la collocazione su quel sito contribuì - a nostro parere - non una effettiva valutazione dei bisogni dei cittadini, ma la cancellazione dal comune di Chiaravalle Centrale del Dispensario antitubercolare che era diventato un punto di riferimento per tutti gli ammalati di tubercolosi del territorio.
Chiuso il Dispensario, poiché c'era la possibilità di fruire di finanziamenti finalizzati alla costruzione di nuovi ospedali, l'amministrazione comunale, supportata da altri Comuni, avanzò la richiesta ai competenti Ministeri (Sanità e Lavori Pubblici) per ottenere uno specificofinanziamento. Cosa che fu molto facile, considerato che Chiaravalle, dal punto di vista politico, in quegli anni era ben rappresentata.
Negli anni '90, però, la gestione del nosocomio divenne difficoltosa perché la presenza di ben due ospedali nello spazio di pochi chilometri, ne rallentò il decollo.
Per assicurargli una diversa destinazione, capace di rispondere appieno alle nuove esigenze della sanità regionale, cinque anni addietro l'Azienda sanitaria ha sottoscritto, con il consenso dei sindaci del territorio, un protocollo d'intesta con l'Inail; accordo che dovrebbe condurre alla sua riconversione in struttura riabilitativa neurologica, cardiologia e neurorespiratoria, garantendo anche gli attuali livelli occupazionali.